Un maxi polo aeroportuale del Sud da oltre 12 milioni di passeggeri. È quello che potrebbe nascere da un’eventuale fusione tra lo scalo di Napoli e quello di Bari.
F2i (acronimo per Fondi italiani per le infrastrutture) punta ad aggiungere un quinto tassello al network degli aeroporti italiani. Un tassello doppio, in realtà, perché Adp (Aeroporti di Puglia) può contare su due scali attivi, Bari e Brindisi (più due senza voli, Foggia e Taranto-Grottaglie). Il fondo partecipato da Cassa depositi e prestiti, Intesa Sanpaolo e Unicredit (tutti al 14,01%) ha già in portafoglio le quote maggioritarie nella Gesac (aeroporto di Napoli, 70% da dicembre 2010) e nella Sagat (aeroporto di Torino, 54,5% da gennaio 2013), cui si aggiungono la partecipazione qualificata nella Sea (aeroporti milanesi, 44,3% da dicembre 2011) e quella nell’aeroporto di Bologna (10%). E adesso ha allo studio la fusione tra la napoletana Gesac e la società pugliese Adp con l’obiettivo di dar vita a un grande polo aeroportuale del Sud da oltre 12 milioni di passeggeri (6,1 a Capodichino e 6,2 in Puglia tra Bari e Brindisi nel 2015) che faccia da volàno al turismo.
Aeroporti di Puglia è una società totalmente pubblica, controllata al 99,4% dalla Regione. L’operazione messa in piedi dagli advisor Unicredit (per Gesac) e Deloitte (per Adp) è una fusione con scambio azionario tra le due società. Il progetto risale ai primi mesi del mandato da presidente della Regione Puglia di Michele Emiliano, ma ha avuto un’accelerata nello scorso mese di settembre, quando il governatore pugliese si è incontrato con l’amministratore delegato di F2i Renato Ravanelli a margine di una iniziativa alla Fiera del Levante di Bari. L’obiettivo dell’operazione, che le parti contano di concludere entro l’anno, è per F2i, allargare la rete aeroportuale, mentre per la Regione Puglia è rafforzare strategicamente gli aeroporti pugliesi, compresi anche Foggia e Taranto. La privatizzazione degli aeroporti in Puglia è in calendario da 14 anni, dall’aprile del 2002.
Dal 2009 la Regione finanzia i voli di Ryanair con un sostegno fino a 12 milioni all’anno, impegno quinquennale rinnovato nel 2014. I fondi pubblici sono esauriti e la Regione cerca privati.
Sui fondi a Ryanair però, è stata aperta un’inchiesta: secondo le ipotesi investigative, Adp avrebbe dovuto procedere con un bando pubblico; con ogni probabilità F2i attenderà chiarezza su questo aspetto prima di chiudere l’operazione.