Visitors – Gli Alieni

overtourism, puglia

Tutto nasce il 5 luglio 1841. Quel giorno parte l’ “Escursione di Thomas Cook da Leicester a Loughborough e ritorno”. E’ una gita nella campagna del Derbyshire di appena 11 miglia.

L’idea di Cook però è rivoluzionaria; A quel viaggio parteciparono 570 persone della low class e lavoratori del settore laniero. Pagarono appena uno scellino per un pacchetto di divertimenti che comprende il trasporto in treno su sedili in terza classe, su scomode carrozze scoperte. Il viaggio includeva anche il pranzo e “uno spettacolo di gran galà”. Oggi la chiamano esperienza.

Nasce così il turismo organizzato, che spesso coincide con il turismo di massa. Spesso, non sempre.

Da allora tanto è cambiato, ma sono recentissimi i fatti che vedono protagonisti i residenti di diverse località europee prese d’assalto da “orde in calzoncini e infradito” tant’è che questa estate si sono ribellati e hanno organizzato marce per protestare (a Barcellona, Maiorca, San Sebastian, Venezia, Gallipoli, Polignano a Mare) mentre l’Organizzazione mondiale del Turismo (Untwo) invitava le autorità locali a fare di più per gestire il fenomeno dell’over tourism.

Numero chiuso, early booking, tornelli in stile Dubrovnik, sono vaneggiamenti di chi con il fenomeno non ha mai spartito nulla e si ritrova catapultato in una realtà dove chiunque può gestire l’industria turistica, anche chi faceva l’architetto, l’odontotecnico o il meccanico.

L’over tourism nasce essenzialmente da concetti quali “L’arena competitiva di Porter” e la capacità di carico di una località, che sintetizzerò in due righe.

L’arena competitiva (o concorrenza allargata) applicata all’industria turistica, pone in concorrenza (nel nostro caso), tutte le destinazioni del Mediterraneo (in relazione allo stesso segmento di mercato). Il terrorismo internazionale ha “spostato l’asse” sul Sud Italia e sulla macro area adriatica (considerando il turismo balneare “classico”). L’impreparazione, l’autoreferenzialità, il pressapochismo ha fatto il resto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO, 1999) la Capacità di Carico di una destinazione (o località turistica)  è costituita dal “numero massimo di persone che visita, nello stesso periodo, una determinata località senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socioculturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti”.

Sempre per definizione, la capacità di carico può raggiungere la soglia massima di 3 volte la popolazione residente: superata questa soglia il sistema va in crisi con tutti i suoi servizi pubblici (compresi quelli essenziali, vedi ospedali).

Per intenderci: Polignano a Mare, cittadina di 18.000 abitanti, può ospitare contemporaneamente 54.000 anime e non 140.000!

Si potrebbe scrivere un trattato che sfocerebbe, naturalmente, nella sostenibilità turistica, ma ho rispetto per il vostro smartphone ed il vostro ombrellone.

 

Posted on 12 Agosto 2017 in Destinazioni, Incoming, Journal, News

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About the Author

Pierluigi Polignano. Economista del Turismo, fondatore di "Made in Puglia®"

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