Affitti brevi e overtourism: la Consulta legittima il modello Toscana

affitti brevi e overtourism: nuove politiche di regolazione turistica

La Toscana si conferma laboratorio avanzato di politiche turistiche e territoriali. Con una decisione destinata a fare scuola, la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso del Governo contro il nuovo Testo unico del turismo regionale, sancendo la piena legittimità delle norme che regolano gli affitti brevi e introducono strumenti di contrasto all’overtourism.

La pronuncia della Consulta rappresenta un passaggio chiave nel dibattito nazionale sulla sostenibilità dei modelli turistici urbani: non solo viene riconosciuta l’autonomia normativa regionale, ma viene soprattutto legittimata una visione del turismo come fenomeno economico da governare, e non da subire.

 

Affitti brevi: da rendita immobiliare a attività economica regolata

Nel merito, la Corte ha giudicato infondate le questioni di legittimità sollevate dal Governo, chiarendo che le disposizioni regionali non invadono la competenza statale in materia di ordinamento civile. Al contrario, esse rientrano pienamente nelle competenze regionali e comunali in materia di governo del territorio e turismo, incidendo su un’attività economica che ha effetti diretti sull’assetto urbano, sul mercato immobiliare e sull’equilibrio sociale delle città.

Il Testo unico consente ai Comuni ad alta densità turistica di introdurre limiti mirati all’esercizio delle locazioni brevi a fini turistici, fino ad arrivare, in specifiche aree, sia al divieto generale sia alla fissazione di un numero massimo di giorni di locazione. Si tratta di strumenti di regolazione amministrativa, non di compressione arbitraria della proprietà privata, finalizzati a riequilibrare l’uso del patrimonio abitativo tra funzione residenziale e funzione turistica.

Ancora più rilevante, dal punto di vista economico, è il principio secondo cui le strutture extra-alberghiere con caratteristiche di civile abitazione devono essere gestite in forma imprenditoriale. La Consulta riconosce che tale previsione incide sulle scelte dei proprietari, ma ne sottolinea la piena giustificazione economico-sociale: limitare la proliferazione incontrollata di offerta turistica informale e ridurre gli effetti distorsivi dell’overtourism, in primis l’espulsione dei residenti e la pressione sui prezzi delle abitazioni.

 

Turismo sostenibile e funzione sociale del territorio

La sentenza afferma un principio centrale per l’economia del turismo contemporanea: la libertà d’impresa nel settore turistico non è assoluta, ma deve essere esercitata in coerenza con la funzione sociale del territorio e con la sostenibilità economica, sociale e urbana delle destinazioni.

In questo quadro si inserisce l’esultanza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che rivendica il ruolo di apripista della Regione. La decisione della Corte, osserva, offre ora un riferimento giuridico solido anche per altre Regioni, rafforzando l’idea che il turismo, pur essendo mercato, resti una materia a forte radicamento locale, come riconosciuto dalla Costituzione.

Sulla stessa linea la sindaca di Firenze, Sara Funaro, che richiama il caso emblematico del capoluogo toscano: una città in cui il successo turistico ha prodotto, negli anni, forti squilibri tra crescita economica e qualità della vita dei residenti. La possibilità per i Comuni di intervenire selettivamente nelle aree a maggiore pressione turistica viene vista come uno strumento essenziale per ricomporre tale frattura, salvaguardando al contempo un’offerta turistica qualificata, imprenditoriale e regolamentata.

 

Un precedente destinato a incidere sul modello nazionale

Dal mondo sindacale e dalle associazioni degli inquilini arriva una lettura fortemente orientata alle ricadute economico-sociali: la deregulation degli affitti brevi viene indicata come uno dei principali fattori di svuotamento dei centri storici, di compressione dell’offerta abitativa e di aggravamento dell’emergenza casa nelle città turistiche mature.

La legge regionale, ora rafforzata dalla pronuncia della Consulta, fornisce ai Comuni una base normativa chiara per mappare le aree a tensione abitativa e introdurre politiche differenziate. Il passaggio dalla norma all’attuazione diventa quindi decisivo: senza strumenti applicativi e senza una capacità amministrativa adeguata, il rischio è che la regolazione resti sulla carta.

In prospettiva, la sentenza segna un punto fermo anche per il sistema turistico nazionale. Viene riconosciuto che chi opera nel turismo, inclusi gli affitti brevi, svolge un’attività economica a tutti gli effetti, che richiede regole, responsabilità e coerenza con le strategie di sviluppo territoriale.

Il modello toscano si candida così a diventare un riferimento nazionale: non una chiusura al turismo, ma un’evoluzione verso un turismo più equilibrato, capace di generare valore economico senza compromettere la residenza, la coesione sociale e l’identità delle città. In altre parole, un turismo governato, non estrattivo.

Posted on 18 Dicembre 2025 in Destinazioni, Incoming, News, overtourism, Places

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About the Author

Pierluigi Polignano. Economista del Turismo, fondatore di "Made in Puglia®"
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