#madeinpuglia http://www.madeinpuglia.com Thu, 26 Mar 2020 07:42:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 113811022 Una tempesta quasi perfetta http://www.madeinpuglia.com/destinazioni/una-tempesta-quasi-perfetta/ http://www.madeinpuglia.com/destinazioni/una-tempesta-quasi-perfetta/#respond Thu, 26 Mar 2020 07:42:38 +0000 http://www.madeinpuglia.com/?p=2255 È nato il “Global Tourism Crisis Committee”, il comitato per la crisi del turismo, promosso dall’Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo) a seguito di una videoconferenza svoltasi ieri con i vertici delle principali agenzie delle Nazioni Unite, delle commissioni regionali ed i rappresentanti del settore turistico privato. L’industria turistica è il settore economico più colpito dal Covid-19…

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È nato il “Global Tourism Crisis Committee”, il comitato per la crisi del turismo, promosso dall’Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo) a seguito di una videoconferenza svoltasi ieri con i vertici delle principali agenzie delle Nazioni Unite, delle commissioni regionali ed i rappresentanti del settore turistico privato.

L’industria turistica è il settore economico più colpito dal Covid-19 e tutti i partecipanti hanno accettato l’invito del segretario generale a far parte del comitato. L’organismo terrà riunioni regolari virtuali, riflettendo la necessità di attuare una azione coordinata pubblico-privata. “Senza alcuna certezza sulla durata della crisi o sull’impatto economico e strutturale finale, tutti i partecipanti hanno condiviso la profonda preoccupazione per il rischio della perdita di milioni di posti di lavoro. Il coordinamento è fondamentale (anche con l’O.M.S.) ed il settore ha dimostrato in passato di essere un partner affidabile per favorire la ripresa di società e di comunità, ma questo potrà avvenire solo se le politiche economiche dei governi ed i pacchetti di sostegno e l’impegno delle agenzie di finanziamento, saranno consapevoli della trasversalità del comparto, che di fatto tocca ogni ambito della società”.

Intanto le perdite stimate su base mensile, solo in Europa, sono pari a 1,7 bilioni di euro e l’Italia, anche se in ritardo, si è mossa con il fondo di integrazione salariale, la cassa integrazione in deroga e l’indennità per stagionali e stabilimenti termali.

 

Fondo di integrazione salariale

Le aziende turistico-ricettive con più di cinque lavoratori dipendenti che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, possono accedere all’assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale (FIS) con la causale “emergenza COVID-19”.
Il calcolo dei requisiti occupazionali (più di cinque dipendenti) avviene mensilmente con riferimento alla media occupazionale nel semestre precedente.
La domanda deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.
Il periodo massimo di ricorso è di nove settimane, per periodi dal 23 febbraio 2020 ed entro il 31 agosto 2020.
L’integrazione riguarda tutti lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, inclusi gli apprendisti, che risultino assunti alla data del 23 febbraio 2020.
Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:
retribuzione massimale lordo
≤ € 2.159,48 € 998,18
> € 2.159,48 € 1.199,72
Le novità dell’istruttoria
Al fine di garantire un più agevole accesso alla prestazione e favorirne la massima fruizione, è stata introdotta una disciplina semplificata, che si sintetizza di seguito:
– non è dovuto il pagamento del contributo addizionale;
– non si tiene conto del tetto contributivo aziendale;
– non si tiene conto dei seguenti limiti:
– – limite delle 52 settimane nel biennio mobile o delle 26 settimane nel biennio mobile per il Fondo di integrazione salariale;
– – limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile;
– – limite di 1/3 delle ore lavorabili.
– i periodi autorizzati sono neutralizzati in caso di successive richieste;
– non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro, ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020;
– non deve essere compilata la relazione tecnica di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale n. 95442 del 2016, né allegata la scheda causale né altre dichiarazioni, fatta eccezione per l’elenco dei lavoratori beneficiari della prestazione;
– il termine per presentare le domande è fissato alla fine del quarto mese successivo all’inizio della sospensione/riduzione dell’attività lavorativa; per gli eventi di sospensione/riduzione dell’attività lavorativa dal 23 febbraio 2020 al 23 marzo 2020 il termine decorre dal 23 marzo 2020;

Come fare domanda
Le domande per accedere alle prestazioni di assegno ordinario sono disponibili nel portale INPS, www.inps.it, nei Servizi online accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”. La domanda è altresì disponibile nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”, con le consuete modalità.
Al momento dell’inserimento della scheda causale sarà possibile scegliere l’apposita causale denominata “COVID-19 nazionale”. Questa scelta comporterà il fatto di non dover allegare alcunché alla domanda, eccetto l’elenco dei lavoratori beneficiari.
I datori di lavoro che hanno già in corso un’autorizzazione di assegno ordinario o hanno presentato domanda di assegno ordinario non ancora autorizzata, con qualsiasi altra causale (ad esempio, crisi, calo di commesse, etc.), possono, qualora ne abbiano i requisiti, ripresentare la domanda con causale “COVID-19 nazionale”, anche per periodi già autorizzati o per periodi oggetto di domande già presentate e non ancora definite. In caso di concessione, l’INPS provvederà ad annullare d’ufficio le precedenti autorizzazioni o le precedenti domande relativamente ai periodi sovrapposti.

(fonte: circolari Federalberghi nn. 88, 94, 112, 118, 121 e 124 del 2020; articolo 19, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

 

Cassa integrazione in deroga

Le aziende turistico-ricettive  che occupano mediamente fino a 5 dipendenti possono richiedere le prestazioni di cassa integrazione in deroga secondo le normative vigenti nelle diverse regioni. Il periodo massimo di ricorso è di nove settimane, a decorrere dal 23 febbraio 2020. L’integrazione riguarda tutti lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, inclusi gli apprendisti, che risultino assunti alla data del 23 febbraio 2020. Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:

retribuzione              massimale lordo
≤ € 2.159,48               €      998,18
> € 2.159,48               €   1.199,72

Per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti è necessario l’accordo sindacale, concluso anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale relativamente alla durata della sospensione del rapporto di lavoro. Per datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, non è necessario l’accordo sindacale, neanche concluso in via telematica.

La prestazione è concessa con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, le quali provvedono anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge.

Le domande devono essere presentate esclusivamente alle Regioni e Province autonome interessate, che effettueranno l’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse

(fonte: circolare Federalberghi n. 88 del 2020; articolo 22, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

 

Indennità per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

(fonte: circolare Federalberghi n. 103 del 2020; articolo 29, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

 

Indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa

Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

(fonte: circolare Federalberghi n. 103 del 2020; articolo 27, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

 

Indennità per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO

Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della gestione separata è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

(fonte: circolare Federalberghi n. 103 del 2020; articolo 28, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

 

Indennità di disoccupazione

In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, al fine di agevolare la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 i termini di decadenza sono ampliati da 68 a 128 giorni.

(fonte: circolare Federalberghi n. 102 del 2020; articolo 33, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

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Booking.com: Stop ai claim ingannevoli http://www.madeinpuglia.com/journal/booking/ http://www.madeinpuglia.com/journal/booking/#respond Fri, 07 Feb 2020 08:57:49 +0000 http://www.madeinpuglia.com/?p=2237 Booking.com avrà sei mesi di tempo per rifarsi il “look”. Entro il 16 giugno l’Ota dovrà allinearsi ai dettami della Commissione europea e rettificare i claim ingannevoli ed esplicitare i meccanismi di pricing e di visibilità delle strutture presenti sul sito. La piattaforma, si legge su Repubblica.it, dovrà, nello specifico, apporre alcune significative modifiche. La dicitura ‘ultima camera disponibile’ dovrà riferirsi chiaramente alle…

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Booking.com avrà sei mesi di tempo per rifarsi il “look”. Entro il 16 giugno l’Ota dovrà allinearsi ai dettami della Commissione europea e rettificare i claim ingannevoli ed esplicitare i meccanismi di pricing e di visibilità delle strutture presenti sul sito.

La piattaforma, si legge su Repubblica.it, dovrà, nello specifico, apporre alcune significative modifiche. La dicitura ‘ultima camera disponibile’ dovrà riferirsi chiaramente alle stanze disponibili sul sito e non alle camere disponibili nella struttura.

L’Ota non potrà più mostrare offerte a ‘tempo limitato’ lasciando invariato il prezzo al termine dell’offerta. Dovrà esplicitare i criteri di visibilità delle strutture, indicare se un alloggio sia offerto da un privato o un professionista e mostrare il prezzo totale comprensivo di tutti gli oneri e le tasse.

Autore: Redazione TTG Italia

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Codice Identificativo per le Strutture: è caos http://www.madeinpuglia.com/destinazioni/2221/ http://www.madeinpuglia.com/destinazioni/2221/#respond Fri, 17 Jan 2020 12:16:14 +0000 http://www.madeinpuglia.com/?p=2221 Il Governo ha rinunciato all’impugnativa presso la Corte Costituzionale della legge regionale n° 57 del 27 novembre 2018, che aveva introdotto in Puglia il Codice Identificativo per le Strutture (CIS) non alberghiere. La notizia arriva dall’Avvocatura Generale dello Stato. La legge, all’epoca approvata in Consiglio regionale all’unanimità, l’introduce il codice identificativo di struttura insieme al…

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Il Governo ha rinunciato all’impugnativa presso la Corte Costituzionale della legge regionale n° 57 del 27 novembre 2018, che aveva introdotto in Puglia il Codice Identificativo per le Strutture (CIS) non alberghiere. La notizia arriva dall’Avvocatura Generale dello Stato.

La legge, all’epoca approvata in Consiglio regionale all’unanimità, l’introduce il codice identificativo di struttura insieme al registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere.

Questo faciliterà il censimento e il controllo sull’abusivismo.

Il provvedimento legislativo integra la Legge regionale n° 49 del 1° dicembre 2017, che regola la “Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici” viene pertanto arricchita dal nuovo Capo III, denominato “Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere”, in allegato.

“I soggetti destinatari sono “tutte le strutture turistiche ricettive non alberghiere tra cui sono compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche ai sensi della legge n° 431/1998 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo)”; inoltre le locazioni turistiche individuate negli “alloggi dati in locazione, in tutto o in parte, per finalità esclusivamente turistiche ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c, della legge n°431 del 9 dicembre 1998, sono qualificate come “strutture ricettive non alberghiere” tra i quali rientrano anche i beneficiari della Misura 313 azione 5 dei GAL a valere sul PSR 2007/2013.

Il Codice del Turismo, varato definitivamente dal Decreto legislativo n. 79 del 23 maggio 2011, ha ampliato e riordinato la classificazione delle strutture ricettive in quattro “sottoinsiemi”

  • Strutture ricettive alberghiere e paralberghiere
  • Strutture ricettive extralberghiere
  • Strutture ricettive all’aperto
  • Strutture ricettive di mero supporto

Ma nel frattempo la Corte Costituzionale, con sentenza del 5 aprile 2012, n. 80, ha pronunciato l’incostituzionalità di molti articoli, compresi quelli relativi alla classificazione (dall’art. 8 all’art. 15), per eccesso di delega.

In estrema sintesi, si evidenzia che il decreto legislativo emesso ha travalicato il fine della legge delega, tesa sì alla semplificazione, armonizzazione e riorganizzazione normativa, ma senza caratterizzare e disciplinare la materia ex novo.

Ad oggi quindi, la classificazione ufficiale è quella regionale che ha regolato con la legge n°111 del 11/02/1999:

gli alberghi, i motels, i villaggi-albergo, le residenze turistico alberghiere, gli “alberghi dimora storica – residenze d’epoca”, gli “alberghi centro benessere”, i campeggi, i villaggi turistici, gli ostelli per la gioventù, le residenze turistiche o residence, le case per ferie, le case per vacanze, gli affittacamere, le residenze di campagna o “Country House”.

Regolati sono anche gli alloggi agrituristici (L.R. n° 12 del 02/08/1993) ed i Bed &Breakfast (L.R. n°17 del 24/07/2001).

Loredana Capone: “Abbiamo voluto dotare di un codice identificativo tutte le strutture ricettive non alberghiere, che a differenza degli alberghi, sono soggette a vincoli meno stringenti, per porre un argine al proliferare dell’abusivismo e garantire un sistema di accoglienza nel rispetto delle regole

Magia della favella. Chissà per quale opera dello Spirito Santo le strutture ricettive “non alberghiere” hanno vincoli meno stringenti. due pesi e due misure.

D’altro canto, sicuramente è un ottimo strumento per contrastare l’abusivismo di tutte quelle realtà che nulla centrano con l’economia turistica (vedi short lets o affitti brevi) e s’immagini che dalla metà del 2017 ad oggi, gli alloggi sono aumentati dell’88% sino a raggiungere la cifra di 40.500, immettendo (e drogando) sul mercato più di 160.000 camere e producendo un fatturato pari ad 1 miliardo e mezzo di euro, il 50% del giro d’affari dell’intera industria turistica pugliese.

A chi spettano le funzioni di vigilanza, di controllo, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni amministrative? Ai comuni.

In bocca al lupo ed auguri!

 

 

 

 

lr. n.57 del 17.12.2018

 

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