I dieci grandi errori del boss nell’hôtellerie

Fare il capo è un po’ come diventare genitori: non ci sono corsi che tengano e non si può imparare sui manuali, serve sporcarsi le mani. Certo, ci sono sempre dei consigli da seguire. Come quelli del blogger Stephen Sawyers, che con i suoi 20 anni di esperienza nell’hôtellerie ha stilato un decalogo per i direttori d’albergo con gli errori da evitare.

1) NON COMUNICARE. Il potere risiede anche nella conoscenza. Bisogna decidere con parsimonia quali informazioni condividere, ma dare ai propri dipendenti avvisi chiari e appropriati è una delle chiavi del successo.

2) NON ASCOLTARE. Più si sta a sentire il personale, più si sarà in grado di capire i loro bisogni e preoccupazioni. Un quadro completo permette una migliore gestione, perciò prestate sempre il massimo dell’attenzione a chi vi richiede un incontro.

3) NON FARE TEAM BUILDING. Il vero potere di un manager sta nella capacità del suo team di lavorare come una singola unità in grado di far fronte al quotidiano come allo straordinario. Per incoraggiarli a essere autonomi come team è utile indire riunioni di gruppo e pensare a riconoscimenti per il lavoro di squadra.

4) NON MOTIVARE. Mai dimenticare che un team è formato da persone e che gli sforzi che il singolo compie per il proprio lavoro vanno notati, sostenuti e ricompensati. La lealtà si premia sempre, stando attenti solo a non favorire un lavoratore sugli altri.

5) NON MOSTRARE IL QUADRO COMPLETO. Bisogna far comprendere spirito e obiettivi dell’hotel, ma anche spiegare quali sono i compiti individuali e quanto contribuisce il lavoro del team al funzionamento della struttura.

6) NON DEFINIRE I TRAGUARDI. Una gestione efficace si pone dei chiari obiettivi; per questo sarebbe produttivo scoprire come ciascun membro del team vede il futuro dell’hotel e come questo si coniuga con gli sforzi che si stanno mettendo in campo.

7) NON DELEGARE. Demandare significa spogliarsi di un po’ di autorità per darla ad altri. Questo può spaventare ma porta indubbi vantaggi: si alleggerisce il carico di lavoro e si aiuta lo staff a sviluppare abilità e capacità decisionali.

8) NON ADATTARSI. In molti preferiscono rimanere su territori conosciuti e rodati, ma non si può girare la testa di fronte al cambiamento. È necessario continuare a imparare e sperimentare o si è destinati all’estinzione o, nel migliore dei casi, a diventare insignificanti.

9) NON PRENDERSI RESPONSABILITÀ. Farsi carico di quello che avviene in hotel è fondamentale, nel bene e nel male. Ricoprire cariche manageriali significa dover sempre riconoscere le responsabilità che ne conseguono.

10) NON RILASSARSI. Il lavoro è una cosa seria, ma è indispensabile considerare i dipendenti come persone con una vita al di fuori dell’hotel che li vede coinvolti come amici e familiari in altre relazioni. Uno staff che sa di poter confrontarsi con un direttore che tiene questo a mente è uno staff che lavora con maggiore motivazione.

 

Authoir: Valentina Neri

Fonte: L’Agenzia di Viaggi

Posted on 1 novembre 2017 in Empowermment Organizzativo, News

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About the Author

Pierluigi Polignano. Economista del Turismo, fondatore di “Made in Puglia®”

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