Turismificio

Il Turismo è sicuramente il settore più bello del mondo, è l’industria a più rapida crescita del pianeta, 1.100 miliardi di euro di fatturato globale secondo la World Tourism Organization, un decimo del Pil complessivo mondiale, più di un miliardo di persone in movimento ogni anno; è capace di abbattere i muri sociali e culturali ma, come nella vita di un uomo, ci sono i pro ed i contro.

Abbiamo già parlato di Overtourism, ma questo fenomeno a quanto pare, spesso è preso sotto gamba.

In questi giorni circolano sui social foto esplicative, come quella in copertina, che mostrano il lato debole della gestione del territorio da parte dell’Organizzazione Turistica Pubblica (a tutti i livelli).

Partendo dal presupposto che il turismo di massa non colpisce tutte le destinazioni, tutti i luoghi di una destinazione e neanche tutti i periodi dell’anno, questo, può ritenersi causa di una serie di congiunture, definiamole astrali per non offendere nessuno, che cercherò di spiegare brevemente.

Il 2017 è stato dichiarato dall’O.N.U. (Organizzazione Nazioni Unite), Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo; essenzialmente la sostenibilità turistica è trina, poichè racchiude in sé quella ambientale, quella sociale e quella economica.

Anche la capacità di carico (carrying capacity) è un concetto che rivedremo più volte.

Il territorio pugliese è bello, prezioso e fragile; è necessario preservarlo a tutti i costi: infatti la capacità di carico fisica ed ecologica è il limite oltre il quale l’ambiente, le risorse naturali e culturali della destinazione risultano in grave pericolo; corrisponde al limite oltre il quale la risorsa risulta compromessa in modo irreversibile o recuperabile solo a fronte di costi tanto elevati da poter esser considerati infiniti. In Economia Turistica il valore massimo della capacità di carico è pari a 3 volte la popolazione residente.

D’altro canto quali responsabilità possiamo affibbiare ai turisti quando le città diventano superaffollate, se ad invitarli sono state proprio quelle istituzioni che ignoravano il fenomeno? Si è mai considerato il peggioramento dell’esperienza turistica e la conseguente ricaduta negativa in termini economici e d’immagine?

Chi ha autorizzato i cambi di destinazioni d’uso permettendo di trasformare palazzi in hotel o zone verdi in residence? Cosa è stato fatto per evitare che i centri storici si svuotassero? Chi ha tollerato che interi quartieri venissero affittati ai turisti, anche senza licenza?

Il sovraffollamento turistico è anche fonte di conflitti sociali: gli affitti nelle aree centrali delle città lievitano e rendono proibitivo per i singoli viverci. Senza contare che si trovano a convivere con frotte di persone vocianti in un’area che perde ogni connotazione classica e si riempie di negozi di souvenir e ristoranti turistici.

Le destinazioni sono sotto pressione, i cittadini anche di più.

la capacità di carico sociale, come il limite oltre il quale le altre funzioni sociali ed economiche dell’area risultano danneggiate e ostacolate, con conseguente degrado nella qualità di vita della popolazione ospitante, corrisponde al livello oltre il quale il confronto tra costi e benefici connessi all’impatto sociale segnala un eccedenza dei primi.

La sostenibilità economica invece è la base dello sviluppo sostenibile. La crescita economica deve necessariamente accompagnarsi al rispetto dell’ecosistema; è la capacità di produrre e mantenere “il massimo del valore aggiunto combinando efficacemente le risorse”, al fine di valorizzare la specificità dei prodotti e dei servizi territoriali e salvaguardare il capitale economico, oltre che quello umano e sociale. La capacità di carico economica è il limite oltre il quale la qualità del soggiorno si riduce drasticamente, al punto da determinare una contrazione della domanda, corrisponde al limite al quale i benefici economici raggiungono il valore massimo di domanda. Il territorio, i cittadini e l’economia si riprendo i propri spazi, proprio come un fiume in piena che abbatte i suoi argini artificiali.

Soluzioni?
Non esiste una soluzione unica e valida per tutte le destinazioni, ma bisogna semplicemente considerare che ognuno ha il suo ruolo nella società e che quindi  come gli architetti, gli ingegneri e gli avvocati, esistono anche gli economisti del turismo.

Posted on 3 maggio 2018 in Destinazioni, Incoming

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About the Author

Pierluigi Polignano. Economista del Turismo, fondatore di "Made in Puglia®"

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