Come fare soldi e fregarsene

Un accordo che durerà fino al 2028. Un accordo siglato da Airbnb e Cio, il Comitato Olimpico Internazionale. Un accordo sottoscritto per aderire “Programma Top”, impegnandosi a supportare gli obiettivi di sostenibilità (economici e sociali) del Comitato Olimpico, fornendo alloggi ed esperienze economicamente accessibili ad atleti e non.

La partnership coprirà cinque edizioni dei Giochi, tra cui le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e le Olimpiadi di Parigi del 2024; Infatti, l’associazione degli albergatori francesi era stata coinvolta fin dall’inizio nell’organizzazione dei Giochi, ma la scelta di aprire anche alla piattaforma di home sharing è “totalmente irrispettosa nei confronti dei professionisti alberghieri”.

Per la candidatura relativa alle Olimpiadi invernali del 2026, è stato chiesto ai singoli alberghi italiani di sottoscrivere una lettera di impegni. Impegni che sono stati disattesi.

Il turismo è una risorsa, non certo lo si scopre oggi, ma in assenza di visioni strategiche a regolarne la crescita, finisce per travolgere (letteralmente) tutte le altre funzioni urbane, trasformando i centri storici in “parchi gioco”. I flussi in aumento del turismo di massa stanno modificando in maniera diretta ed indiretta l’aspetto ambientale, il tessuto sociale ed economico di interi quartieri, sostituendo residenti e attività locali. Cambia la funzione dello spazio urbano e degli edifici. Il boom di “case vacanze” (più precisamente affitti brevi, che nulla devono aver a che fare con i turisti)  in molte città sottrae alloggi al mercato residenziale, facendo lievitare i valori immobiliari e snaturando intere città, che conseguentemente perdono appeal sul mercato turistico.

D’altro canto quali responsabilità possiamo affibbiare ai turisti quando le città diventano superaffollate, se ad invitarli sono state proprio quelle istituzioni che ignoravano (e continuano) il fenomeno? Si è mai considerato il peggioramento dell’esperienza turistica e la conseguente ricaduta negativa in termini economici e d’immagine?

Chi ha autorizzato i cambi di destinazioni d’uso permettendo di trasformare palazzi in hotel o zone verdi in residence? Cosa è stato fatto per evitare che i centri storici si svuotassero? Chi ha tollerato che interi quartieri venissero affittati ai turisti, anche senza licenza?

 

Rispettare le professioni dovrebbe essere un MUST, ma le organizzazioni turistiche pubbliche, a tutti i livelli, fanno orecchie da mercante.

Posted on 24 Novembre 2019 in Destinazioni, viaggi

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Pierluigi Polignano. Economista del Turismo, fondatore di "Made in Puglia®"

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